Stabilimento Zuccato a Chiuppano — vista aerea
DAL 1868 AD OGGI

La nostra storia

Più di 150 anni di tradizione, lavoro quotidiano e passione per un prodotto autentico.

«Tutto iniziò da una piccola bottega di provincia, nel lontano 1868…»

Zuccato nasce nel 1868. E come tutte le grandi aziende alimentari italiane di più lunga tradizione, nasce in una piccola bottega artigianale, in un paese di provincia. Il paese è in provincia di Vicenza e si chiama Caltrano, ai piedi delle Prealpi venete. Il fondatore si chiama Federico Zuccato: un giovane di belle speranze, arrivato da Thiene un anno dopo l'annessione del Veneto al Regno d'Italia. Non poteva immaginare che quella bottega sarebbe diventata una delle realtà più conosciute nel settore delle conserve alimentari italiane.

LA BOTTEGA DI CALTRANO

La bottega più antica del paese

Federico non aprì una bottega qualsiasi. Acquistò l'edificio più antico di Caltrano — la casa che era appartenuta alla nobile famiglia dei Bonaguro — e vi avviò l'unico negozio di generi alimentari del paese. Pane e formaggi, olio e pasta, farina bianca e gialla, castagne secche, pesce salato: c'era di tutto. Attorno al negozio nacquero presto un panificio, una salsamenteria, una torrefazione di caffè.

Caltrano era il passaggio obbligato dei traffici tra la pianura e l'Altopiano di Asiago. Ogni giorno, lungo la ripida strada del Costo, salivano e scendevano i carrettieri: legna e tronchi verso le segherie, farina e verdure fresche verso la montagna. Arrivati al ponte del paese si fermavano da Zuccato, per sgranchirsi le gambe e comprare qualcosa per la famiglia.

L'INTUIZIONE

I crauti dell'Altopiano

Nel 1880 Federico aveva sposato Maria Pesavento, originaria dell'Altopiano di Asiago, e conosceva bene la tradizione dei crauti di montagna: cavoli cappucci tagliati sottili, salati a strati e lasciati fermentare lentamente nei mastelli di legno. Ogni autunno acquistava da un carrettiere qualche fusto di crauti da rivendere in bottega. Piacquero subito.

Nel 1884 il fratello Rinaldo lo aveva raggiunto a Caltrano: la ditta prese la ragione sociale che porta ancora oggi, Fratelli Zuccato, e oltre alle attività citate in precedenza viene introdotto anche un piccolo pastificio che produceva la «Pasta Superba», tirata al torchio come si usava al tempo nella tradizione napoletana. Ma fu qualche anno dopo che i due fratelli decisero di unire le forze per produrre in proprio il prodotto in cui credevano maggiormente: i crauti…!

1898 — LA SVOLTA

L'estate che cambiò tutto

Già nel primo anno la produzione fu così abbondante che Federico e Rinaldo dovettero smaltire le eccedenze, offrendo i crauti anche ai negozi dei paesi vicini. Il caso fece il resto: quell'anno una brosemada — la gelata traditrice che arriva di notte, col sereno, e brucia i germogli — devastò gli orti di mezza provincia. I crauti degli Zuccato, al sicuro nella loro salamoia, erano l'unica verdura rimasta. Le richieste arrivarono da Schio, Thiene, Valdagno, Bassano del Grappa, fino a Vicenza.

In pochi mesi i crauti di Federico e Rinaldo erano diventati il prodotto simbolo della bottega, quello che avrebbe portato il nome Zuccato in tutto il Nord Italia.

UN SAPERE CHE VIENE DA LONTANO

I mastellari, artigiani dei crauti

Prima delle latte con l'etichetta c'era il legno. C'erano i mastelli dove il cavolo cappuccio veniva salato e lasciato lavorare, lentamente, secondo il ritmo della fermentazione lattica guidata dal sale e dal tempo. A costruirli non erano semplici falegnami, ma i mastellari dell'Altopiano: la famiglia Zuccato li acquistava dagli artigiani della contrada Gaiga, ad Asiago — alcuni lontani parenti proprio di Maria Pesavento.

Servivano mani capaci di «chiudere» il legno senza tradirlo: doghe di abete rosso ben stagionate, cerchi battuti nel punto giusto, un fondo saldo. Perché il crauto non perdona — se il mastello non tiene, la salamoia scappa, l'aria entra e il lavoro è perso. Quel contenitore era conservazione e imballaggio insieme: teneva il prodotto e lo faceva viaggiare fino alle botteghe. Un mestiere fatto di gesti precisi e di parole antiche, spesso in lingua cimbra, oggi quasi scomparso.

INTORNO AL 1910

La scelta di crescere

Man mano che la lavorazione cresceva, gestire insieme bottega e produzione diventava troppo. Intorno al 1910 i due fratelli si divisero i compiti: Rinaldo restò a Caltrano con la salsamenteria, la torrefazione e il commercio locale; Federico prese la direzione del pastificio e dei crauti. E spostò la produzione a Chiuppano, dove tra il 1907 e il 1910 era arrivata la ferrovia.

Non fu una scelta sentimentale, ma una mossa industriale: dalla stazione di Chiuppano-Caltrano i cavoli arrivavano dal Trentino e i barili di crauti partivano su vagone verso tutto il Nord Italia. Da allora la sede produttiva di Fratelli Zuccato non si è più mossa.

1915 – 1945 — RESILIENZA

Due guerre attraversate

L'Alto Vicentino divenne zona di guerra sui monti del Pasubio e dell'Altopiano. Durante la Strafexpedition del 1916, un proiettile d'artiglieria austriaco cadde perfino nel cortile di casa Zuccato, a Caltrano. La famiglia si salvò, ma la produzione dovette fermarsi per più di due anni. Federico morì nel 1917: a guidare la rinascita furono i suoi figli, Battista, Giustiniano e Rinaldo.

Negli anni Venti l'azienda ripartì, e nel 1932 fu iscritta al numero 1 nell'albo degli esportatori di prodotti ortofrutticoli della provincia di Vicenza. Negli anni Trenta arrivò anche la prima meccanizzazione: uno dei primi motori costruiti dalla Pellizzari azionava l'affettatrice; cinque persone costruivano fino a 230 mastelli al giorno, cerchiati con le reggette metalliche recuperate dalle balle di lana merino australiana. Anche il secondo conflitto fu attraversato e superato. Ogni ricostruzione fu più solida della precedente.

DOPOGUERRA

La grande idea: la pastorizzazione

Il limite dei crauti era la stagione: si vendevano solo d'autunno e d'inverno. La svolta fu la pastorizzazione, che permise di conservarli integri e saporiti tutto l'anno, chiusi nei barattoli di latta e distribuiti in tutta Italia in ogni stagione. Da alimento «povero» della società contadina, il crauto diventava una specialità da scegliere per gusto e per bontà.

Furono gli anni della terza generazione — Antonio, Remo e Romolo Zuccato — a portare l'azienda nell'era moderna. Antonio curava amministrazione e rapporti con le banche, Remo la produzione e la tecnologia, Romolo l'organizzazione del lavoro. Ebbero il coraggio di esportare i crauti italiani perfino in Francia e Germania — dove i crauti erano tradizione secolare — seguendo il fiuto, esattamente come avevano fatto Federico e Rinaldo agli inizi.

DAGLI ANNI '60

Dai crauti alle specialità

La prima grande diversificazione nacque quasi per caso. A metà degli anni Sessanta, durante un viaggio di lavoro in Cecoslovacchia per acquistare cavoli, Remo Zuccato si innamorò degli snaim, i cetrioli agrodolci della tradizione slava. Dopo due o tre anni di prove e di calibratura della ricetta sul gusto italiano, nacque la linea dei cetrioli, ancora oggi tra le più amate.

Da lì in poi la gamma si allargò senza sosta: agrodolci, sottaceti, olive, capperi, antipasti sott'olio. Una scelta precisa — non competere sul volume con i grandi marchi, ma puntare sulla specialità: prodotti caratteristici, di qualità superiore, ciascuno con un tratto distintivo. È la stessa vocazione dimostrata sui crauti fin dal 1868.

1868

La fondazione

Federico Zuccato apre una bottega di alimentari a Caltrano, ai piedi delle Prealpi venete.

La fondazione
1884

Fratelli Zuccato

L'ingresso del fratello Rinaldo. La ditta prende la ragione sociale che porta ancora oggi, viene prodotta anche la «Pasta Superba».

Fratelli Zuccato
1898

L'anno della svolta

Il maltempo devasta gli orti; i crauti nei mastelli di legno resistono e diventano l'unica verdura disponibile.

L'anno della svolta
~1910

Da Caltrano a Chiuppano

La produzione si sposta a Chiuppano, dove arriva la ferrovia. Da qui non si muoverà più.

Da Caltrano a Chiuppano
1930

Meccanizzazione

Arrivano i primi motori — uno dei primi costruiti dalla Pellizzari — e l'affettatura dei cavoli si meccanizza. La produzione diventa industriale.

Meccanizzazione
1932

Numero 1

Iscrizione al n.1 dell'albo degli esportatori ortofrutticoli della provincia di Vicenza.

Numero 1
Dopoguerra

La pastorizzazione

Un processo di pastorizzazione mantiene le proprietà dei crauti nei barattoli: si vendono tutto l'anno.

La pastorizzazione
1960

Nasce la gamma

Si amplia l'offerta: agrodolci, sottaceti, olive, capperi e antipasti sott'olio.

Nasce la gamma
1968

Latitudini estreme

I crauti Zuccato accompagnano la spedizione Spitzbergen sui ghiacci dell'Artico.

Latitudini estreme
Anni '80

Nuova generazione

Sistemi automatizzati, nuovi prodotti e mercati internazionali. La filosofia dei fondatori resta intatta.

Nuova generazione
1995

ISO 9001

Prima certificazione di qualità: tra le prime aziende del comparto conserve vegetali in Italia.

ISO 9001
1998

Cento anni di crauti Zuccato

Per celebrare i cent'anni dalla produzione propria dei crauti, viene realizzato un libro celebrativo che racconta nel dettaglio la storia dell'azienda.

Cento anni di crauti Zuccato
2001

ISO 14001

Certificazione ambientale. La sostenibilità entra nel DNA aziendale.

2003

Tracciabilità di filiera

ISO 22005 per la coltivazione dei cavoli cappucci e la produzione di crauti.

2010

Standard IFS

Certificato di conformità allo Standard IFS.

2016

Sughi e pesti

La linea Zuccato si amplia con la produzione dei nuovi condimenti per bruschette, sughi per pasta e pesti a base di pomodoro nel nuovo stabilimento di Langhirano (Parma).

Sughi e pesti
2018

150 anni

Si festeggiano i 150 anni con una linea celebrativa in edizione limitata che riprende le grafiche storiche.

150 anni
2026

L'ampliamento

Lo stabilimento di Chiuppano si espande su 2 siti produttivi, 22.000 m² con le più avanzate tecnologie.

L'ampliamento
Oggi

Oltre 10.000 tonnellate

Due stabilimenti, milioni di prodotti l'anno, oltre 100 referenze. Distribuzione in Italia e nel mondo.

LA FAMIGLIA

Cinque generazioni

Non capita spesso, nella storia dell'industria italiana, che un'impresa resti per oltre un secolo e mezzo nelle mani della stessa famiglia. È accaduto a Fratelli Zuccato: cinque generazioni che si sono passate lo stesso testimone, tra fedeltà alle radici e voglia di rinnovare.

Prima generazione

Federico e Rinaldo

Federico apre la bottega nel 1868; nel 1884 lo raggiunge il fratello Rinaldo. Sono loro a intuire la fortuna dei crauti.

E la storia continua…

OGGI

Oltre 10.000 tonnellate l'anno, stessa cura

Fratelli Zuccato trasforma oggi oltre 10.000 tonnellate di verdura l'anno, in due stabilimenti. Più di 100 referenze: crauti, cetrioli agrodolci, olive, giardiniera, cipolline, sottoli, sughi pronti, pesti, capperi, peperoni e molti altri prodotti.

I cetrioli vengono ancora lavorati esclusivamente dal fresco, senza soste in salamoia. È per questo che restano croccanti. Non è marketing: è filiera. La sapienza artigianale di un tempo si è trasformata nella scienza produttiva di oggi — ma la radice è sempre la stessa.

Archivio storico

Frammenti di oltre un secolo di Zuccato

Manifesti, sacchetti d'epoca, spedizioni alpinistiche. Un secolo di immagini che hanno raccontato la marca, dal pastificio di Caltrano fino alle vette dell'Himalaya.

Manifesto pubblicitario Crauti Zuccato — vintage
Anni '50 — '60

"Crauti Zuccato nel mondo… i più buoni!"

Manifesto Crauti Zuccato 1950
1950

La latta Zuccato, icona della tavola italiana

Sacchetto Pastificio Zuccato Caltrano
Pastificio Zuccato — Caltrano

"Pasta Superba" di semola extra, anni '30

Manifesto d'epoca — L'ottimo contorno, Crauti Zuccato
Réclame Crauti Zuccato

"L'ottimo contorno" — manifesto d'epoca

Spedizione Spitzbergen 1968 — provviste Zuccato
Spedizione Spitzbergen, 1968

I Crauti Zuccato alle latitudini estreme

Provviste Zuccato al campo base di una spedizione himalayana, 1969
Spedizione himalayana — 1969

Cataste di latte Zuccato ai piedi della montagna

Manifesto pubblicitario Crauti Zuccato — vintage
Anni '50 — '60

"Crauti Zuccato nel mondo… i più buoni!"

Manifesto Crauti Zuccato 1950
1950

La latta Zuccato, icona della tavola italiana

Sacchetto Pastificio Zuccato Caltrano
Pastificio Zuccato — Caltrano

"Pasta Superba" di semola extra, anni '30

Manifesto d'epoca — L'ottimo contorno, Crauti Zuccato
Réclame Crauti Zuccato

"L'ottimo contorno" — manifesto d'epoca

Spedizione Spitzbergen 1968 — provviste Zuccato
Spedizione Spitzbergen, 1968

I Crauti Zuccato alle latitudini estreme

Provviste Zuccato al campo base di una spedizione himalayana, 1969
Spedizione himalayana — 1969

Cataste di latte Zuccato ai piedi della montagna

Certificazioni

1995

ISO 9001

Sistema di gestione della qualità

2001

ISO 14001

Sistema di gestione ambientale

2003

ISO 22005:08

Tracciabilità di filiera agro-alimentare

2010

IFS

International Featured Standards

Materie prime di altissima qualità, l'amore per il nostro lavoro e tantissimi anni di esperienza: questa è Zuccato.

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